Sogni e paure del campione italiano di tennis. Dagli avversari più temuti alla complicità con la compagna di una vita Flavia Pennetta, Fabio Fognini racconta i suoi punti di forza e le sue debolezze.

“L’impulsività mi ha portato in alto con grinta e istintività ma – inutile negarlo – a volte mi ha anche danneggiato”

Fognini si allena al 4Slam Tennis Academy. Da atleta ha imparato a rispettare regole ferree, orari e appuntamenti, ma la simpatia è una sua dote naturale. Sul set Flavia – Pennetta campionessa italiana – è la sua prima fan: «Così sei proprio bello», ma poi scoppia in una risata perché la prima cosa bella è la loro complicità.

 

La vittoria professionale più emozionante? 
Il primo Atp (Association of Tennis Professionals – ndr) vinto non si scorda mai.

 

Il primo pensiero quando vinci? 
Felicità! Ma bisogna allenarsi anche a gestire anche queste emozioni.

 

E quando perdi?
Cerco di capire cosa migliorare per andare avanti a testa alta.

 

L’avversario più temuto sul campo? 
Federer, Djokovic e Nadal, ma molte volte me stesso.

 

Come è Fabio fuori dal campo?
Mi piace molto stare in compagnia. Cerco di ritagliare dei momenti da condividere con gli amici, anche se – essendo sempre in viaggio – non è facile.

 

Hai un rito scaramantico prima di una partita?
Tutti ne hanno, pochi ne parlano. Io più che altro sono molto metodico durante la preparazione di un match.

 

Come si riconosce un campione?
Dai risultati. Alcuni nomi: Valentino Rossi, Tiger Woods, Roger Federer.

 

Il tuo carattere impulsivo è stato più un vantaggio o uno svantaggio nella tua carriera?
Mi ha portato in alto con grinta e istintività ma – inutile negarlo – a volte mi ha anche danneggiato.

 

Cosa il pubblico non conosce di te?
Dal di fuori non è sempre facile comprendere le motivazioni di una persona. Spesso si enfatizzano singoli momenti senza considerare il comportamento nel suo complesso. Ma va bene così. Qualcuno diceva: l’importante è che se ne parli.

 

C’è competizione tra te e la tua compagna Flavia Pennetta?
La strada per raggiungerla è lunga. Ma ci sosteniamo, supportiamo e cerchiamo di aiutarci a vicenda.

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